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martedì 26 gennaio 2010

I cerchiobottisti

Il 12 agosto 1956 una giovane coppia di Prato si unì civilmente in matrimonio. Lo stesso giorno il vescovo della città, Pietro Fiordelli, indirizzò al parroco della loro parrocchia una lettera da leggere in chiesa davanti ai fedeli, nella quale si dichiarava che il matrimonio civile dei due battezzati era un gravissimo peccato e un aperto e sprezzante ripudio della religione cristiana.

Pertanto i due sposi, alla luce della morale cristiana e delle leggi della Chiesa, dovevano essere classificati come pubblici concubini e, a norma dei canoni 855 e 2537 del Codice di Diritto Canonico, considerati a tutti gli effetti dei pubblici peccatori cui venivano negati i SS. Sacramenti e il funerale religioso. Messi al ludibrio della città, i due sposi querelarono il vescovo ma questi fu prosciolto in quanto i giudici gli riconobbero che aveva esercitato il suo dovere di buon pastore nei confronti di due battezzati.

Molta acqua è passata sotto i ponti da allora e al giorno d'oggi, che i matrimoni civili e le unioni di fatto stanno diventando la maggioranza, i vescovi non osano più lanciare simili intimidiazioni ma continuano a considerare ancora valida quella specie di scomunica nei confronti degli sposati civilmente, dei divorziati e dei conviventi con la conseguente negazione dei sacramenti.

Perché ho ricordato un fatto del genere? Perché Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, si è appena sposata, in pompa magna ma con rito civile, confortata dalla presenza del capo del governo e di alcuni ministri. La qual cosa mi ha fatto molto piacere sotto tutti i punti di vista, ma mi ha riportato alla memoria quanto accadde alla giovane coppia di Prato nel 1956 e mi ha portato a fare alcune considerazioni.

Il ministro in questione, infatti, è da sempre un paladino acceso e combattivo in difesa del cattolicesimo. Sta facendo di tutto perché l'insegnamento della religione in Italia (Stato laico per Costituzione) diventi quasi obbligatorio. Il 24.04.09 all'assemblea degli insegnati di religione ha pomposamente dichiarato che “l’ora di religione ha una valenza educativa maggiore delle altre discipline”.
Evidentemente per lei insegnare come verità, delle favole assurde, vere circonvenzioni di minori, rappresenta il massimo dell'educazione.

Recentemente si è scagliata con durezza contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ha detto «no» ai crocifissi nelle aule scolastiche italiane. Ha definito la Corte Europea, con sottile dileggio, “ ideologizzata”, semplicemente perché ha affermato il valore della laicità della scuola e dello Stato, quale garanzia primaria della parità dei diritti e della convivenza civile in una società multietnica e multiculturale come la nostra.

Ma nonostante questo acceso cattolicesimo a parole lo ha poi rinnegato nei fatti, incorrendo in quella specie di scomunica che colpisce chi si sposa con matrimonio civile.

È l'ipocrisia che contraddistingue la nostra casta politica bipartisan che ritengo ignobile. I nostri politici, infatti, per puro calcolo politico, assecondano le autorità ecclesiastiche gratificandole di ossequio servile, di privilegi di ogni genere e di vergognosi cedimenti nel campo dei diritti civili a danno degli italiani, per poi riservarsi il diritto di vivere, come meglio gli pare, infischiandosi della religione. E per la Chiesa tutto ciò non fa una piega.

1 commento:

  1. Suor Maria Stella Gelmini è un vergognoso insulto all' intelligenza umana!

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)