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giovedì 21 gennaio 2010

l comportamento cinico, disumano e antievangelico dell'Avvenire nei confronti di una bambina.

Don Luciano Massaferro, parroco di Alassio in provincia di Savona, è stato arrestato con l'accusa di aver usato molestie sessuali ai danni di una minorenne che lo assisteva nel dire Messa. Una perizia psicologica del Gaslini ha confermato l’attendibilità del racconto della giovanissima chierichetta e quindi ha indotto il magistrato inquirente a negare al sacerdote la libertà provvisoria.

Ciò ha provocato una dura reazione del giornale dei vescovi l'”Avvenire” che si è scagliato contro la Procura con argomentazioni dichiarate oggettive ma in realtà assurde, false e anticristiane. Il giornale dei vescovi inizia accusando “l’arresto di un sacerdote, che sembra essere condannato di un reato infamante, prima ancora che le indagini siano terminate”.

Accusa totalmente infondata dal momento che nessuna condanna è stata emessa e le indagini sono state appena avviate e tutto è ancora da chiarire. Poi l'Avvenire denuncia che: “Sulle locandine alle edicole, sui quotidiani nazionali e locali, sui siti internet e social network più diffusi sono scorsi, in questi giorni, titoli strillati a mo' di sentenze con rito accelerato”, con ciò volendo disconoscere, ipocritamente, che un reato tanto infamante, come quello di cui è accusato il sacerdote, non faccia scalpore, non provochi scandalo e indignazione nell'opinione pubblica.

Infine, e qui il giornale si tinge d infame cinismo, di abietta disumanità, magari cattolica ma per niente cristiana e ancor manco evangelica, si scaglia senza carità contro l’unico soggetto realmente debole di questa storia: la giovane chierichetta liquidandola frettolosamente e senza indugi, come una visionaria, come soggetta a fantasie definite “ricorrenti in casi di degrado ambientale e morale”. Una insinuazione così sprezzante che sconfessa i principi più elementari della dignità umana.

Di fronte a fatti del genere e alle continue e ricorrenti polemiche che investono le vicende giudiziarie del nostro Paese dobbiamo quindi amaramente riconoscere che in Italia, a differenza di tutti gli altri Paesi europei dove la giustizia è considerata una cosa seria, politici e preti non devono mai essere inquisiti e tanto meno condannati. Rimangono sempre impuniti perché considerati al di sopra della legge.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)