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venerdì 27 agosto 2010

Esempi di papi scellerati, anche se splendidi e gaudenti (“L'invenzione del cristianesimo”) 153

Illustrare, seppur sommariamente, tutti i papi, poco o niente degni dell’alta carica che ricoprirono, richiederebbe troppo tempo, mi limiterò, quindi, a citarne alcuni. tra i più noti alla storia

Nel secolo X papa Sergio III, miscredente per non dire ateo, generò con la quindicenne Marozia un figlio che salì poi, appena sedicenne, al soglio pontificio col nome di Giovanni XI (931-936). Un nipote di Marozia, Giovanni XII (955-963), che divenne papa a 18 anni, condusse una vita così depravata da essere accusato dall'imperatore Ottone e dal clero romano di ogni turpitudine: stupro, omosessualità, pedofilia, incesto oltre che di innumerevoli delitti. Morì ammazzato in flagrante adulterio.

Un altro discendente di Marozia, Benedetto IX (1032-1048), divenne papa in tenera età. Secondo san Pier Damiani, suo contemporaneo, si coprì di ogni tipo di nefandezze arrivando al punto di sodomizzare gli animali e di mettere all'asta il pontificato per ben tre volte.

Papa Giovanni XXIII (1410-1415), superò tutti i suoi predecessori in malvagità e turpitudine. Era un uomo d'armi e dopo aver avvelenato papa Alessandro V, mentre era suo ospite, obbligò con la forza i cardinali ad eleggerlo papa, senza essere nemmeno prete. Era ritenuto dalla vox populi un sessuomane impenitente.

Fu deposto nel 1415 dal Concilio di Costanza con le accuse più infamanti (che egli riconobbe): ateismo, sodomia, simonia, stupro con centinaia di donne, comprese molte monache, omicidi di ogni genere e incesto con le sorelle. Imprigionato per ordine dell'imperatore Sigismondo, fu liberato per intercessione di Cosimo de' Medici che pagò il suo riscatto. La Chiesa lo annovera ora tre gli antipapi.

Un vero mandrillo fu anche papa Alessandro VI Borgia (1492-1503). Padre di quattro figli, diede il cappello cardinalizio a cinque suoi parenti, tutti di pessima fama, tra i quali il diciottenne figlio Cesare, ed ebbe una relazione incestuosa con la figlia Lucrezia. Con somma spudoratezza fece dipingere la bella Giulia Farnese, sua amante e sorella del futuro papa Paolo III, come Madonna, e se stesso ai suoi piedi in pompa papale.

Si può dire che quasi tutti i papi del tardo Medioevo e del Rinascimento vissero dediti a tutte le depravazioni sessuali, compresa la sodomia. Non era raro che i loro favoriti venissero eletti cardinali.

Giulio II, detto «il Terribile», perché comandava di persona gli eserciti armato di tutto punto e prometteva la remissione dei peccati a chiunque gli portasse recisa la testa di un nemico, aveva tre figlie dilettissime, ma era tormentato dalla sifilide, allora piuttosto diffusa, che lo condusse alla morte. Fu forse il più mecenate dei papi perché a lui dobbiamo, oltre a Villa Giulia, opere di Bramante, di Raffaello e la Cappella Sistina di Michelangelo.

Gli successe Leone X (figlio di Lorenzo il Magnifico), sodomita incallito, sotto il quale Roma raggiunse l’apogeo del suo splendore per il lusso sibaritico della corte papale. Amante della cultura classica, fondò l’università e protesse artisti, filosofi, scrittori e letterati. Per poter far fronte alle enormi spese della sua corte, la più raffinata d’Europa, dovette promuovere il commercio delle indulgenze che provocò la Riforma Protestante.

1 commento:

  1. Fantastico, venite a votare tra paganesimo e cattolicesimo, sul sito:
    http://www.romanoimpero.com

    accorrete in massa!!!!

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)