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lunedì 6 giugno 2011

L'Osservatore Romano ribadisce: “No a condom, neanche in caso di contagio tra coniugi”.

In un articolo pubblicato qualche giorni fa su L’Osservatore Romano, il professor Juan José Perez-Soba, docente di Teologia Morale presso la Facoltà di Teologia San Damaso di Madrid ha ribadito il divieto assoluto della dottrina cattolica sull’utilizzo del preservativo, anche per evitare contagio tra coniugi.

Perez-Soba conferma infatti che un atto sessuale “realizzato col preservativo non può essere considerato un atto pienamente coniugale nella misura in cui è stato volontariamente privato dei suoi significati intrinseci”.

Traduzione: l'atto sessuale protetto non potendo determinare il concepimento ma solo l'appagamento sessuale, è per se stesso una grave offesa a dio, vitata dalla Chiesa. La quale, quindi, esclude a priori che il sesso possa esprimere gioia, tenerezza, amore, e nobili sentimenti a prescindere dalla procreazione.

Con ciò negando la finalità socio-psicologica- affettiva del matrimoni che vede in una sana attività sessuale all’interno della coppia (che non comporti sempre la procreazione) il continuo rinsaldamento del legame matrimoniale quale espressione dell'amore reciproco.

La religione si conferma, ancora una volta, come la nemica più irriducibile di ogni aspirazione alla felicità umana, imponendo divieti assurdi e disumani derivati da una entità assolutamente inventata, e non dedotti, invece, dalla più profonda e genuina essenza dell'uomo e dalla sua progressiva e inarrestabile evoluzione.

Una ulteriore conferma della intrinseca disumanità della religione la deduciamo dal fatto che, secondo la Chiesa, rimane vietato l’uso del condom in una coppia di coniugi, anche se uno dei due è sieropositivo.

Perez-Soba specifica,infatti, che nel caso vi sia “possibilità insuperabile del contagio”, la coppia può “di comune accordo adottare la decisione di astenersi dall’avere rapporti sessuali per ragioni di salute”.

Nel caso, però, non intendesse astenersi, dovrà praticare rapporti contagiosi, magari procreando un essere sieropositivo. Siamo alla pura demenzialità. Per fortuna che solo una minoranza sempre più esigua di cattolici segue questi assurdi divieti, la gran parte degli altri li ignora serenamente e lascia che la Chiesa predichi al vento.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)