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giovedì 1 aprile 2010

Perché la Chiesa non ha mai punito i suoi colpevoli ministri

“La Chiesa è sempre santa, anche se i suoi ministri possono essere corrotti e indegni”. È questo una specie di assioma al quale la Chiesa si è sempre attenuta e che spiega perché lungo la sua storia molti papi e moltissimi ecclesiastici, che si sono macchiati di turpitudini di ogni genere, hanno goduto di ogni impunità e hanno conservato fino alla morte il loro alto ufficio.

Una piccola digressione storica sulla mondanizzazione e conseguente decadenza morale della Chiesa serve a spiegare il fenomeno. Tutto inizia con Costantino. Questo imperatore, subito dopo l'editto del 313, ricolma la Chiesa di favori di ogni genere sotto forma di privilegi, beni, donazioni ed esenzioni fiscali e la rende subito ricca e potente.

Il vescovo di Roma, con l'Imperatore nella nuova capitale Costantinopoli, diventa ben presto il personaggio più importante della città e si circonda di un lusso sfrenato. Vive nel lussuoso Pazzo del Laterano, gira per Roma in pompa magna su una sontuosa carrozza, siede a una tavola opulenta, più degna di un imperatore. Tutto il clero segue ben presto il suo esempio e tutta la Chiesa si trasforma in una spelonca di lucratori senza scrupoli. ricolma d’ogni ben di Dio e rotta ad ogni vizio.

A reagire con foga contro la decadenza del clero sorse allora il vescovo Donato che pose al centro della questione il problema morale della purezza del clero. I suoi seguaci, chiamati Donatisti, si diffusero rapidamente in tutto l'Impero. Essi proclamarono il principio che i ministri di Dio dovessero essere immuni dai peccati più gravi, soprattutto dalla sfrenata lussuria che imperversava a tutti i livelli, e fecero dipendere la validità dei sacramenti dalla purezza di chi li somministrava.

Apriti cielo! I vescovi cattolici, che non intendevano rinunciare al loro tenore di vita e al loro lassismo, reagirono con estrema violenza. Prima accusarono i Donatisti di eresia, poi li fecero sterminare dall'imperatore Costanzo. Fu la prima esecuzione capitale di eretici che produsse parecchi martiri laici, sacerdoti e vescovi.

Sul sangue dei Donatisti fu decretato l'assioma che la Chiesa è sempre santa, qualsiasi crimine possa commettere. Assioma tuttora valido e che comporta l'impunità di tutti i suoi ministri.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)