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domenica 18 dicembre 2011

Peccato e redenzione (Le due imposture su cui poggia il cristianesimo). Il mito biblico al vaglio della ragione. 34

La trasmissione della colpa e quindi del castigo a tutti i discendenti rappresenta la massima incoerenza di dio. Il peccato di due antenati non può ricadere sull'intera specie.

Non è plausibile che uno sbaglio soggettivo diventi collettivo. Se è inaccettabile il passaggio di responsabilità da un padre a un figlio, a maggior ragione lo è da una generazione all'altra. Una ragione lapalissiana per dichiarare improponibile un dio così malvagio, incoerente e assurdo.

Proseguendo nella lettura della Genesi scopriamo che questa favola sumerica s'ingarbuglia sempre più e si arricchisce di continue e assurde contraddizioni che certificano ancor di più la sua intrinseca falsità. Vediamo un esempio. Sappiamo che Adamo ed Eva, dopo la cacciata dal Giardino dell'Eden ebbero due figli: Caino e Abele e che Caino, per invidia, uccise il fratello.

Se diamo per acquisito che la coppia primigenia (Adamo ed Eva) non simboleggia l’umanità, intesa come comunità di viventi, ma l’unione di due singoli individui creati da dio, come spiegare che dopo l’uccisione di Abele, Caino viene condannato a vagare per la Terra per sfuggire alla disapprovazione degli uomini? (Gen 4,14: “Ecco, tu (dio) mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere”).

Ma, perché nessuno lo colpisca, il Signore gli impone un segno. Chi mai poteva essere quel “chiunque mi incontrerà” tanto temuto da Caino se in quel momento oltre a lui c'erano solo i suoi genitori?

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)