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venerdì 10 dicembre 2010

Comunione e liberazione: una super lobby o una loggia catto-massonica?

Indubbiamente un network potentissimo, che spazia dagli affari alla politica, dalla finanza all’industria; che è più potente dell’Opus Dei, più efficiente della massoneria, più «connessa» di Confindustria: il tutto sotto l'egida di una realtà di fede cattolicissima.

Sempre più potente in Italia e all'estero presenta dei numeri impressionanti: 41 sedi in Italia e in altri 17 paesi, 34.000 imprese e 1000 associazioni no-profit, un fatturato complessivo di almeno 70 miliardi di euro. Numeri in difetto perché tengono conto soltanto delle imprese iscritte alla sua Compagnia delle Opere.

Cl è diventata così forte che non nasconde i suoi futuri obiettivi: Il prossimo Papa e il prossimo premier. Il prossimo papa potrebbe essere Angelo Scola, cardinale e patriarca di Venezia organico a Comunione e liberazione; il prossimo leader Roberto Formigoni, che guida da 15 anni una regione, la Lombardia, che con un bilancio di 24,9 miliardi di euro è più importante di molti piccoli Stati dell’Europa allargata.

Presente in molte regioni d'Italia e perfino nella "rossa" Emilia Romagna, oltre che in Piemonte, in Lazio, in Calabria, in Sicilia, Cl si sta espandendo rapidamente anche all’estero in 70 paesi. dove conta su forti presenze, tanto che ormai il leader spirituale di Cl è uno spagnolo, monsignor Julian Carron, succeduto a Giussani alla sua morte, nel 2005. Straniero anche il presidente della Compagnia delle Opere, il tedesco Bernhard Scholz.

In Italia vanta forti simpatie e sostegni nella politica: da Silvio Berlusconi ( premier indicato apertamente da Cl in varie tornate elettorali) a Pierluigi Bersani (ospite fisso del Meeting di Rimini) fino a Enrico Letta, Francesco Rutelli, Matteo Renzi (sindaco di Firenze), e molti ancora.

Vanta anche forti “vicinanze” di molto big dell'economia e protagonisti della finanza come Corrado Passera, Sergio Marchionne (ospite d’onore al Meeting 2010), il numero uno di Generali Cesare Geronzi, il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, top manager di multinazionali come Enel e Edison, noti professori universitari, giornalisti, medici, imprenditori.

Insomma una invincibile armata guidata dai Memores Domini, l’élite di Comunione e liberazione formata da laici che dedicano la loro vita a Cl vivendo nella castità e nell’obbedienza più rigorosa alle gerarchie ecclesiastiche, pur ricoprendo nel mondo incarichi importanti, ruoli e responsabilità di primo piano in ogni campo .

Essi si propongono «l'occupazione culturale, politica ed economica» dell'Italia per trasformarla in una teocrazia cattolica.

Il libro-inchiesta «La lobby di Dio» (Chiarelettere), del giornalista Ferruccio Pinotti,ci propone una chiave di lettura di questo network capace di unire affari, politica e religione per riportare il nostro Paese sotto il plumbeo regime vaticano come ai tempi dello Stato Pontificio.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)