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domenica 12 dicembre 2010

L'enigma svelato (Il lato oscuro della verità) 48

Presero la strada di Gerico, seguiti dalle due asine ben pasciute e riposate. Davide aveva una gran voglia di camminare e pareva, a momenti, trotterellare di corsa. Ma Giuda lo calmò spiegandogli che bisognava riabituare il corpo ai lunghi percorsi con calma, senza strafare, dopo quei giorni di riposo e d'immobilità. Era però molto soddisfatto di vederlo così felice e impaziente di ritornare in Egitto e ammetteva, senza ipocrisia, che anche lui non vedeva l'ora di visitare la più splendida città dell'Oriente.

Giunsero a Gerico in serata e vennero a sapere che la carovana degli Ismaeliti non sarebbe passata prima di tre giorni. Giuda, da esperto mercante, pensò di approfittare di quell'intervallo per recarsi nel rifugio dei ladroni, situato nelle vicinanze, per rifornirsi di un qualche tipo di merce da vendere in Egitto.
La grassa moglie di Karin gli consigliò di acquistare del balsamo, del laudano e un particolare profumo che proveniva d'Antiochia per il quale, affermò con certezza che non lasciava dubbi, le donne egiziane andavano pazze.

Costei manifestò subito una vivissima attrazione per Davide e non perdeva occasione di toccarlo e di strofinarglisi addosso. Il marito osservava tutto e ridacchiava divertito. Era abituato che i briganti si prendessero delle confidenze con la moglie e che lei facesse altrettanto. Davide, capita la situazione, finse di stare al gioco e accolse le attenzioni della donna con allegra disinvoltura. Alla fine tutto si concluse con un abbraccio tenero e affettuoso. Quel covo di briganti era veramente simpatico.

La carovana giunse con un giorno d'anticipo ed era composta d'ogni tipo di gente e d'animali. Dava più l'idea di un caravanserraglio. Gli Ismaeliti che la guidavano erano in netta minoranza rispetto agli altri componenti, che provenivano da molte parti dell'Impero romano.

Si trattava di gente per lo più istruita, che si recava ad Alessandria attratta dalla biblioteca di quella città, considerata allora la più ricca del mondo. C'erano anche tre strani personaggi che giungevano da paesi sconosciuti, situati molto al di là della terra dei Caldei. Avevano gli occhi a mandorla e le teste completamente rasate. Erano molto silenziosi, riservati e sempre sorridenti.

Ma il tipo più caratteristico era un greco di nome Callisto. Si proclamava filosofo e, conoscendo parecchie lingue, discorreva ininterrottamente con tutti, citando di continuo i nomi delle più svariate divinità con tale familiarità da farle ritenere come gente di casa sua. Fra queste c'era anche un certo Buddha che nessuno aveva mai sentito nominare.

Era un logorroico impenitente che talvolta induceva l'ascoltatore all'esasperazione. Sempre polemico e mordace, trasformava irrimediabilmente ogni colloquio con gli altri intellettuali della carovana, prima in un battibecco e poi in una vera e propria rissa. Durante una pausa del viaggio tentò di attaccar briga con Davide apostrofandolo con sarcasmo: "Il tuo Jahvè è ancora vivo? Non è crepato dalla bile?" Ma intervenne a zittirlo prontamente il capo carovana, ormai stanco delle sue provocazioni.

Costui, un ismaelita gigantesco di nome Salid, aveva la nomea di essere stato un famoso pirata che aveva giurato di non toccare più l'acqua del mare dopo un naufragio terribile dal quale si era salvato per miracolo.

Era un uomo spiccio e grintoso che sapeva tenere in pugno la situazione con decisione e autorevolezza. Con Giuda aveva concluso la trattativa in pochi minuti e aveva imposto che il carico fosse trasportato da cammelli, per non affaticare le asine e rallentare la marcia. Fu soprattutto per merito suo se il viaggio, della durata di circa dieci giorni, si concluse senza particolari difficoltà.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)