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martedì 2 febbraio 2010

Consiglio d'Europa. Scandalosa ingerenza del Vaticano

Monsignor Luigi Ventura, nunzio apostolico di Parigi, è stato protagonista, nei giorni scorsi, di "un'ingerenza istituzionale grave, sorprendente e senza precedenti", come è stata commentata a Strasburgo, da numerosi esponenti dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce).

Questo nunzio, infatti, con una lettera recapitata a diversi membri del Consiglio, soprattutto italiani, ha invitati l'assemblea ad opporsi alla legittimazione delle unioni gay e per di più ha fatto pressione affinché venisse eletto a capogruppo del Ppe , il candidato di gradimento vaticano Luca Volonté (che in effetti ha ricevuto la nomina lunedì scorso).

Ma non si è limitato solo a questo. Ha tentato anche di imporre come candidato ‘gradito' per il posto di giudice che spetta all'Italia alla Corte europea dei diritti dell'uomo, un cattolico perché, salvaguardando gli interessi oscurantisti della Chiesa, ostacolasse in ogni modo la liberalizzazione dei diritti civili. La lettera del nunzio, chiaramente imposta dal papa, ha causato un mezzo terremoto politico a Strasburgo.

Un così grave episodio dimostra che la Chiesa, sotto questo papa, sta diventando ogni giorni più arrogante e teocratica non solo in Italia, dove trova la casta politica sempre prona e appecorata, ma anche in Europa dove però alcuni parlamentari, soprattutto socialisti, sanno reagire con fastidio.

Non è un mistero per nessuno, ormai, che Benedetto XVI vuole reintrodurre in Italia e in Europa il vecchio Syllabo, quella infame raccolta di ottanta proposizioni emanate da Pio IX per condannare, come “errori dell’età nostra”, le più significative conquiste della civiltà, tra le quali, in primis: democrazia, razionalismo, liberalismo, matrimonio civile, libertà di pensiero, di coscienza e di religione, e,ciliegina sulla torta, la teoria nefanda che la Chiesa non dovesse possedere uno Stato per diritto divino.

Nessun papa ha mai rinnegato questa infame accozzaglia di nefandezze; anzi, tutti, sottobanco, hanno tentato di farle applicare appoggiando e sostenendo le dittature fasciste dell'Europa e del Sud America, e ostacolando, in tutti i modi, come dimostrato sopra, le libertà civili nel mondo occidentale.
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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)