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lunedì 3 gennaio 2011

Un autentico boomerang le critiche del Vaticano de «Il cimitero di Praga» di Umberto Eco.

Grazie alle critiche del Vaticano «Il cimitero di Praga» di Umberto Eco, pubblicato in edizione italiana da Bompiani lo scorso 29 ottobre, nel quale trova largo spazio l’antisemitismo dei gesuiti ottocenteschi, va a gonfie vele.

«Con le critiche arrivate da L’ Osservatore Romano il mio libro è riuscito a vendere 100.000 copie in più. Francamente - ha detto Eco divertito - non capisco come un lavoro come questo, con un protagonista così antipatico come il capitano Simonini, abbia già venduto 600.000 copie nel mio paese. Forse sono diventati tutti matti».

Nell'articolo di Lucetta Scaraffia, pubblicato su “L'Osservatore Romano”, il libro di Eco viene definito un feuilleton nel quale tutti coloro che compaiono, a vario titolo, sono orrendi, sporchi e compromessi con il male. Anche i mazziniani, i socialisti, i repubblicani, i massoni.

Il risultato è un libro pesante, in cui l'esilità della trama, non riesce a sostenere il macigno di troppi complotti. Secondo la Scaraffia l'unico intento dello scrittore è fare sfoggio di una sterminata erudizione storico-letteraria, come negli altri romanzi, e dare prova di abilità intellettuale nel mettere insieme dei pezzi di storia con episodi inventati.

Anna Foa, l'altra articolista del giornale vaticano, dedica anch'essa un ampio dossier al nuovo romanzo di Umberto Eco rilevando che i personaggi e le vicende che appaiono nel libro sono tutti rigorosamente storici, tranne il capitano Simonini, l'unico personaggio inventato.

Ma è costui, il vero protagonista del romanzo, “l'artefice di tutti i principali falsi del secolo, dal bordereau che fa condannare il capitano Dreyfus ai famosi Protocolli dei Savi di Sion, con cui si chiude il libro, e si presenta come falsario di mestiere, spia, doppiogiochista, più volte assassino e coinvolto in tutte le vicende più intrigate e oscure del tempo.

Un'incarnazione perfetta del complotto, dal momento che passa l'intera vita a complottare, tra massoni, gesuiti, garibaldini, russi, ebrei. Tanto doppiogiochista che ha addirittura due personalità, una ignara dell'altra, entrambe cattivissime, però: due mister Hyde, non un Jekyll e un Hyde”.

Comunque il romanzo di Eco, nonostante le critiche del Vaticano, per merito della sua sterminata erudizione storico-letteraria, per la sua trama avvincente, per l'intreccio abile e i personaggi appassionanti, anche se odiosissimi, si rivela un ottimo canale di conoscenze storiche che rimarranno facilmente impresse nella memoria ancor meglio che dallo studio di un testo rigorosamente storico.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)