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giovedì 10 maggio 2012

Peccato e Redenzione. Gli eccessi dell'ascetismo 71


Quindi la pratica ascetica penetrò nel Cristianesimo solo ad opera di Paolo, e l’odio da lui inculcato per il corpo, inteso come sede delle passioni e del peccato, si trasmise nel cristianesimo primitivo e in molti Padri e dottori della Chiesa (Basilio, Gregorio di Nissa, Lattanzio, Origene, Tertulliano e così via) per i quali il mondo andava inteso come una valle di lacrime e la vita terrena un “letamaio”.

Si doveva sempre vivere nel lutto e nella penitenza, vestiti di stracci e coi capelli incolti. Questa ascesi cristiana determinò la totale mortificazione delle passioni. Conseguentemente il sesso venne aborrito e la donna, con marcato disprezzo, considerata soltanto un’entità sessuale, ignorando la grande considerazione che Gesù aveva nutrito per le molte discepole che lo accompagnavano nei villaggi della Galilea.

Nella Chiesa cattolica dei primi tre secoli, la donna è vista come una creatura volgare, carnale e seduttrice dell’uomo. È Eva, la peccatrice per antonomasia (Tertulliano, De exhortatione castitatis ,10). Paolo addirittura considerava anche il matrimonio una concessione alla carne peccaminosa, un male necessario, consentito solo «onde evitare di cadere in preda alla concupiscenza» (1 Corinzi 7,1 sgg.) per cui era proferibile rimanere scapoli giacché il matrimonio non recava con sé nulla di buono (1 Corinzi 7,28 sgg.).

L''affermazione di Paolo che la caduta del primo uomo Adamo doveva essere attribuita ad Eva, fa scrivere a Tertulliano, dottore della Chiesa: "A causa tua (Eva, donna) il figlio di dio dovette morire. Tu dovresti sempre essere vestita a lutto con stracci"

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)