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venerdì 4 maggio 2012

Il nuovo libro di Renato Pierri conferma l'impostura di Lourdes.


Basterebbe un minimo di razionalità e di buon senso per capire che la pletora di Madonne che appaiono nel mondo cattolico (e solo in quello) per comunicare messaggi da rotocalco, come quella di Medjugorje, altro non sono che Madonne-patacca inventate da veggenti in preda ad evidenti stati allucinatori.

Anche agli inizi del terzo millennio e nonostante la secolarizzazione imperante, la credulità irrazionale e spesso morbosa di gran parte della popolazione è in continuo aumento e appena si sparge la voce che una statuetta della Madonna lacrima sangue frotte di gente accorre gridando al miracolo per cui l turismo religioso, nel quale la spiritualità è assente e il marketing preponderante, non conosce crisi. Così mentre le chiese si svuotano di fedeli i santuari di Madonne e santi patacca come Lourdes, Loreto, Pietrelcina e Medjugorje si riempiono di pellegrini. Purtroppo poco o nulla incidono su questa stupida credulità i recenti ed approfonditi studi che dimostrano, al di là di ogni dubbio, che ci troviamo sempre di fronte ad imposture fabbricate su imbrogli e falsificazioni. Il popolo bue vuol credere per credere, e basta.

Su Bernadette Soubiruos, la veggente di Luordes, che nel 1858 ebbe un’allucinazione da stress, se non addirittura da alcol, come ritengono molti psicologi (padre e madre erano spesso ubriachi e in casa scarseggiava sempre il cibo ma mai il vino), che le fece apparire qualcosa che essa poi scambio per la Madonna, sta per uscire in questi giorni un libro di Renato Pierri, “Nostra Signora di Lourdes” (Mind, pagine 160, € 16,0) dal contenuto smitizzante che conferma che detta apparizione è stata un'autentica impostura.

Non è un libro irreligioso, giacché l'autore è un credente, ma una vera e propria inchiesta a cavallo tra religio­ne, teologia, psicologia, antropologia, sociologia e storia. Il metodo cui l’auto­re ricorre è semplice: egli confronta la bella Signora dagli occhi azzurri descritta da Bernadette e la Madre del Cristo della quale parlano i Vangeli, trovando tra i due personaggi una discrepanza assoluta. Analizza il “messaggio” della Signo­ra di Lourdes e il messaggio evangelico, rilevando che la Signora di Lourdes non lo conosceva affatto. Infine dimostra che Bernadette durante la sua intera vita mai ha fatto supporre di aver avuto un’esperienza soprannaturale.

Come è nata allora questa colossale montatura? È iniziata con l’incontro di Bernadette col noto giornalista Louis Veuillot, caporedattore del quotidiano L’Uni­vers, grazie al quale la notizia delle apparizioni trovò le ali giuste per un volo interminabile nello spazio e nel tempo.
Poi è decollata in pieno quando la giovane veggente, divenuta un fragile strumento, o meglio una prigioniera inconsapevole in mano alla Chiesa, fu costretta a trasformare la sua pseudo apparizione (da Bernadette chiamata in un primo momento “Aquero”, che nel dialetto locale significa “qualche cosa”), nella “bella Signora dagli occhi azzurri”, e infine nell’Immacolata Concezione.

Nel santuario di Lourdes dal 1858 ad oggi, nonostante i milioni di pellegrini sofferenti che ogni anno lo frequentano, solo 68 hanno ottenuto una presunta guarigione, più "remarquable" che miracolosa, come qualche ecclesiastico sussurra, strizzando d'occhio. Una quantità veramente esigua. Infatti ,secondo gli studiosi di statistica, queste 68 guarigioni miracolose (meno di una su un milione di pellegrini) , sono molto inferiori rispetto quelle che avvengono spontaneamente (una su diecimila ammalati) al di fuori dei santuari.

Quindi, osserva ironicamente il matematico Piergiorgio Odifreddi, a un infermo converrebbe cento volte di più starsene a casa piuttosto di fare un pellegrinaggio a Lourdes, oltre tutto faticosissimo. Anche perché, come ironicamente ebbe ad esclamare lo scrittore francese Anatole France, in visita al santuario dei Pirenei: «Vedo molte stampelle, ma nessuna gamba di legno», si tratta più di pseudomiracoli che di miracoli veri..


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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)