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domenica 6 maggio 2012

L'enigma svelato. 116


Paolo spiegò che fin dalla loro prima tappa, l'isola di Cipro, riuscirono, lui e Barnaba, a fare molti proseliti non tanto fra gli ebrei quanto fra i pagani timorati di Dio, che frequentavano le sinagoghe come uditori, attratti dalla eticità del giudaismo. Anche il proconsole del luogo Sergio Paolo aveva aderito alla nuova fede.
Lasciata Cipro, sbarcarono sulle coste della Panfilia e si diressero all'interno del paese, per strade tortuose e infestate di briganti, toccando città e paesi e creando piccole comunità di proseliti, sempre fra i timorati di Dio.
Quando raggiunsero un'altra Antiochia, detta Antiochia di Pisidia, la situazione si fece piuttosto difficile. Gli ebrei della sinagoga e i notabili del luogo li accusarono di sedizione e li cacciarono dalla città. Le cose non andarono meglio a Listra ed a Iconio. In quest'ultima città gli ebrei inferociti tentarono di lapidarlo. Solo a Derbe, ultima tappa del loro viaggio, le cose andarono meglio e, senza provocare incidenti, fecero alcuni i proseliti tra i pagani.
"Perché i giudei della sinagoga vi hanno accolto sempre con ostilità, ritenendovi istigatori di disordini e hanno tentato di lapidarvi?" chiese Davide.
"Perché non vogliono sentirsi dire che la fine del tempi è vicina e che il Risorto tornerà tra le nuvole a instaurare il nuovo Regno di Israele. Per loro noi siamo dei sobillatori perché andiamo contro i decreti dell'imperatore affermando che c'è un altro re, Gesù" rispose Paolo.
"Da ciò risulta chiaro che i nostri connazionali non sopportano il nuovo movimento messianico da voi propagandato" spiegò Davide. "Essi, infatti, lontani dalla patria, più o meno integrati coi gentili, non condividono le deliranti aspettative messianiche dei correligionari rimasti in Palestina, anzi le rigettavano con fastidio, consapevoli della loro pericolosità politica. Hanno ormai accettato l'impero romano come un dato di fatto e il messianismo è chiaramente incompatibile con questa loro accettazione e con l'esenzione, loro concessa dai romani, di fare qualsiasi cosa possa essere contraria alla loro fede. I giudei della sinagoga, sparsi ormai in tutto l'impero romano, vogliono semplicemente osservare i precetti della Torà, fare l'elemosina e occuparsi dei fatti loro. Se il ritorno del Risorto comporta spazzar via imperatore, senato, tribunali e quant'altro, ciò suona estremamente sedizioso alle loro orecchie. È chiaro che per loro Gesù non è il Messia Martirizzato ma un falso Messia".
Queste parole lasciarono Paolo interdetto e gli fecero comprendere l'inutilità della sua missione.
"Quindi ho fallito tutto" ammise amaramente.
"No, se sei riuscito a coinvolgere i timorati di Dio pagani. Sono loro il tuo nuovo gregge. Ma non devi parlar loro di messianismo, di Unto del Signore, che non capirebbero che cosa significa e ancor meno della Legge e della circoncisione" fece Davide perentorio.
"E che cosa dovrei dire loro?"
"Che c'è una nuova via di salvezza in arrivo, non esclusiva di un solo popolo ma aperta a tutta l'umanità. Fondendo in un sincretismo nuovo la religiosità ebraica con quella salvifica dei gentili, devi dar corpo a quel vago sentimento escatologico che è diffuso trasversalmente in tutto l'Impero, come in un immaginario collettivo. Questo sentimento aspira alla trasformazione radicale del mondo sotto il livello politico, sociale e spirituale e si rifa ad un Dio unico e giusto, che ama i suoi figli senza distinzione di casta; che s'incarna tra gli uomini per un puro gesto d'amore allo scopo di consentire a ciascuno di loro la salvezza; che unisce il genere umano sotto il segno della fratellanza; che restituisce dignità umana a quanti, vittime di una società schiavista, hanno dimenticato di possederne una, e che esalta gli umili e i mansueti. Ecco cosa vogliono da te i gentili".
"Ma per far questo dovrei gettare la Legge alle ortiche".
"Esattamente, e dovrai trasformare il tuo Risorto, da Messia fallito quale è stato nelle realtà, che tu lo voglia ammettere o no, a Salvatore spirituale e universale, atteso dai greci, dai romani e da gran parte del mondo antico, compreso quello orientale. In altre parole dovrai creare la religione del futuro fondendo in un sincretismo geniale la religiosità ebraica con quella salvifica dei gentili".
"Perché proprio io dovrei sobbarcarmi questo immane compito?" chiese Paolo.
"Perché solo un ebreo della diaspora come te, nato e cresciuto fuori della Palestina, in una società aperta, evoluta, multietnica, multiculturale e multireligiosa può cogliere il meglio dell'universo ebraico da una parte, e di quello ellenistico ed orientale dall'altra. Qualsiasi altro, nato e cresciuto in Israele, ne sarebbe stato impedito dalla sua concezione religiosa tribale e razziale e dall'orgogliosa consapevolezza di essere, per elezione divina, superiore a tutto il resto dell'umanità, costituita da pagani peccatori".
Paolo sembrava posseduto da una forte emozione.
"Rifletterò a lungo su quanto mi ha detto” fece alla fine, “e penso che verrò ancora a trovarti se avrò la temerarietà di avventurarmi nella via che mi hai indicato".
"Taglia il più presto possibile ogni ponte col giudaismo se vuoi trasformare il messianismo javista di stampo esseno-zelota, da setta fanatica, xenofoba e teocratica in un autentico messaggio di liberazione e di salvezza per l'intera umanità" concluse Davide.
"Non sarà facile" rispose Paolo accomiatandosi. "Ma sarà inevitabile se, di fronte al rifiuto ostinato dei miei correligionari, dovrò rivolgere la mia missione solo ai pagani timorati di Dio, ben più pronti ad accoglierla".

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)