Visualizzazioni totali

giovedì 9 settembre 2010

L’equazione indeterminista: «O c’è Dio e non può esserci il caso, oppure, c’è il caso e non può esserci Dio».

L'universo ha bisogno di un Creatore? No, afferma perentoriamente il professor Stephen Hawking, l'astrofisico più famoso del mondo, considerato da molti l'erede di Newton. il Big Bang fu "una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica".Per la fisica classica l’universo era infinito ed eterno. Due prerogative di Dio che oggi la fisica contemporanea rinnega del tutto.

Oggi la migliore offerta degli scienziati è la M-Teoria, che comprende in sé la teoria della supergravità e quella delle stringhe, che, secondo Hawking, essendo autosufficiente, di un creatore non ha più bisogno.

Già Simone Laplace, due secoli fa, aveva escluso la necessità di Dio per spiegare l'origine dell'universo. Quando egli presentò il suo Trattato di meccanica celeste a Napoleone Bonaparte, l’imperatore osservò: «Signor Laplace, mi hanno detto che in quest’opera sull’Universo il Creatore non è citato neppure una volta». «Sire, non ho bisogno di questa ipotesi», fu la risposta di Laplace.

E a Napoleone che gli faceva osservare che quella di Dio era una bella ipotesi, che spiegava molte cose, Laplace ribatté prontamente: «Certo, spiega tutto. Ma non permette di predire niente».

Alle stesse conclusioni cui è giunta ora la scienza si riferisce oggi anche la filosofia che si basa sull’equazione indeterminista che propone il dilemma: «O c’è Dio e non può esserci il caso, oppure, c’è il caso e non può esserci Dio».

In base alla equazione indeterminista si arriva ad ammettere che il caso determina la fisica subatomica, l'astrofisica e la cosmologia e soprattutto la biologia evolutiva. Quindi l'ammissione del caso in tutte queste discipline implica l'impossibilità del divino.

Naturalmente la tesi di Darwin sull'origine della vita indipendente da forze divine, concomitante a quella che il Big Bang possa essersi "auto-innescato" senza un intervento dall'esterno, non porterà minimamente la sterminata massa di credenti in una qualsiasi delle religioni monoteiste a considerare superflua l'esistenza di Dio.

Questa massa persisterà ciecamente a credere alle antiche e infantili favole raccontate dalla Bibbia, considerata da loro un libro rivelato e quindi divino. Senza contare che i capi religiosi sono disponibili a qualsiasi contorsione teologica pur di salvare il salvabile. Già papa Pacelli aveva espresso l'ipotesi che il Big Bang, in fondo, non escludeva che un Dio creatore avesse, per così dire, acceso la miccia.

Prima quindi che l'uomo, che oggi si definisce “sapiens” (ma che in realtà è quasi sempre insipiens) scrosti la spessa scorza di fitte tenebre che secoli di oscurantismo religioso gli hanno imposto, e si disintossichi dalle mille superstizioni cui è stato abitato a credere, dovrà passare ancora molta acqua sotto I ponti. Ma alla fine la vera scienza vincerà e la falsa religione sarà costretta a ridursi a “mala” archeologia.

Nessun commento:

Posta un commento

Benvenuti nel mio blog

Questo blog non è una testata giornalistica, per cui lo aggiorno quando mi è possibile. I testi sono in regime di COPYLEFT e la loro pubblicazioni e riproduzioni è libera purché mantengano lo stesso titolo e venga citando il nome dell'autore.

I commenti possono essere critici, ma mai offensivi o denigratori verso terzi, altrimenti li cancello. Le immagini le pesco da internet. Qualche volta possono essere mie manipolazioni.

Se volete in qualche modo parlare con me, lasciate la richiesta nei commenti, vi contatterò per e-mail. Dato che il blog mi occupa parecchio tempo, sarò laconico nelle risposte.

Se gli argomenti trattati sono di vostro interesse, passate parola; e, se site studenti, proponeteli al vostro insegnante di religione. In tal caso fatemi sapere le risposte che avete ottenuto. Grazie.

Lettori fissi

Archivio blog

Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)