Visualizzazioni totali

martedì 7 settembre 2010

L'Italia, per famiglia e maternità, ultima in Europa assieme a Spagna e Portogallo

Italia, Spagna e Portogallo sono tre nazioni cattolicissime, che dovrebbero avere a cuore il massimo sostegno alle famiglie, tanto osannate nelle encicliche papali. Invece, sono i fanalini di coda dell'Europa, le più disattente al sostegno della famiglia e della maternità.

Le cifre parlano chiaro: in Italia per famiglia e maternità si spende l'1,2% mentre nel resto d'Europa decisamente di più: il 2,1%, cioè quasi il doppio. Un divario enorme che spiega perfettamente perché il nostro Paese è uno dei meno prolifici del mondo.

L'Italia democristiana non ha mai protetto la famiglia, se non a parole. Quella attuale, di destra, ancor meno se nel 2009 la spesa pubblica per assegni familiari è scesa a 6,390 miliardi di euro dai 6,675 del 2008 (-4,3%) e la spesa per l'indennità di maternità è stata ridotta nel 2009 del 2,5% rispetto al 2008. La situazione sarebbe ancor più drammatica se da noi mancasse il "Capitale sociale degli anziani".

I nonni contribuiscono per l'1,2% del Pil alla ricchezza del Paese attraverso attività d'aiuto informale, assistenza ai nipotini o volontariato. Per quanto riguarda poi la quota di spesa nell'ambito di tutte le prestazioni di protezione sociale, l'Italia tra i 27 Paesi europei è la penultima con una spesa per welfare del 4,7% mentre la media complessiva dei Paesi europei è dell'8%.

Escludendo i Paesi scandinavi che hanno una tradizione di welfare nettamente superiore alla nostra (3,7% nel 2007 in Danimarca), l'1,2 dell'Italia resta lontano anche dal 2,5% della Francia, per fare un esempio, o del 2,8% della Germania, dove in ogni caso si spende il doppio per la famiglia rispetto al nostro Paese.

Se l'Italia è la più arretrata in campo sociale e assottiglia sempre più il suo aiuto alle famiglie e alla maternità (vedi i tagli di 24 miliardi dell'ultima manovra finanziaria) in compenso e sempre più munifica con Santa Romana Chiesa.

Se facciamo un po' di conti scopriamo che nel 2006 (anno di cui abbiamo tutti i dati a disposizione) la Chiesa Cattolica Apostolica Romana è costata al nostro bel (ma povero) Paese l'enorme cifra, complessiva di 9 MILIARDI di euro, cioè 18 MILA MILIARDI di vecchie lire, corrispondenti al 45% della manovra economia finanziaria di quell'anno che si aggirava sui 20 miliardi.

Di questi 9 mila miliardi che abbiamo versato alla Chiesa quasi il 100% era vietato dalla nostra Costituzione e quindi era un furto ai danni del popolo italiano. Ma oggi, con l'attuale governo di destra, i benefici economici versati alla Chiesa sono cresciuti a dismisura.

Ecco spiegato perché l'Italia è il Paese più arretrato d'Europa nel campo del welfare. Deve, infatti, spendere cifre enormi per mantenere l'istituzione parassitaria della Chiesa, mentre negli altri Paesi europei questo non succede. In Germania, ad esempio la Chiesa Cattolica e quella Protestante sono sostenute esclusivamente dai contributi dei fedeli senza il più piccolo aggravio per lo Stato.

Come sarebbe il nostro welfare se non dovessimo mantenere questa piovra insaziabile? Non dico pari a quello dei Paesi scandinavi, ma forse ci andremmo vicini. Invece!!!

Nessun commento:

Posta un commento

Benvenuti nel mio blog

Questo blog non è una testata giornalistica, per cui lo aggiorno quando mi è possibile. I testi sono in regime di COPYLEFT e la loro pubblicazioni e riproduzioni è libera purché mantengano lo stesso titolo e venga citando il nome dell'autore.

I commenti possono essere critici, ma mai offensivi o denigratori verso terzi, altrimenti li cancello. Le immagini le pesco da internet. Qualche volta possono essere mie manipolazioni.

Se volete in qualche modo parlare con me, lasciate la richiesta nei commenti, vi contatterò per e-mail. Dato che il blog mi occupa parecchio tempo, sarò laconico nelle risposte.

Se gli argomenti trattati sono di vostro interesse, passate parola; e, se site studenti, proponeteli al vostro insegnante di religione. In tal caso fatemi sapere le risposte che avete ottenuto. Grazie.

Lettori fissi

Archivio blog

Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)