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venerdì 1 giugno 2012

La Bibbia? Un ottimo strumento evangelico per gli atei.


Qualcuno potrebbe chiedersi perché Richard Dawkins, noto ateo di ferro e divulgatore scientifico, abbia dato il suo parere positivo alla proposta del ministro dell’Istruzione del Regno Unito, Michael Gove, di regalare una Bibbia ad ogni scuola inglese. Proposta appoggiata, con ingenti somme, da gruppi cristiani e conservatori ma contestata da alcuni enti laici come la National Secuar Society, che la considera una forma di pseudo evangelizzazione e di pseudo moralismo.

La Bibbia di King James è una “grande opera di letteratura”, importante per la cultura inglese, spiega Dawkins. . Anzi, aggiunge, “ogni persona di madrelingua inglese che non ha mai letto una parola della Bibbia di Re Giacomo rasenta la barbarie”. E fa notare come tanti che si autodefiniscono cristiani, dai sondaggi risultino molto ignoranti sui testi che dovrebbero rappresentare il fondamento della propria fede. “Anche la storia europea”, precisa, “non si capisce senza la conoscenza delle fazioni in guerra della cristianità”, visto che proprio su interpretazioni differenti della Bibbia queste “erano così solerti nel massacrarsi e torturarsi a vicenda”.

Ma in realtà più che per gli argomenti storici e culturali Dawkins difende la diffusione della Bibbia per ribaltare uno stereotipo ampiamente diffuso in tutto il mondo cristiano secondo il quale: “La gente che non conosce bene la Bibbia è portata erroneamente a pensare che sia una buona guida per la moralità”.Molti promotori della Bibbia , infatti, la considerano un modo per diffondere moralità a buon mercato tra le masse.

Invece il modo più sicuro per disilludere questa perniciosa menzogna è di leggere la Bibbia stessa. Infatti è proprio leggendo questo testo che emergono molti episodi imbarazzanti, violenti e immorali e modi di pensare che oggi non sono più accettati e che la fanno apparire arcaica, disumana e oppressiva. Quindi, conclude Dawkins, la Bibbia “non è un libro morale” e “i ragazzi hanno bisogno di imparare questo importante fatto perché viene loro spesso detto il contrario”.

Ecco spiegato allora come mai la Chiesa Cattolica, nella sua infinita saggezza, fin quasi al ventesimo secolo ha vietato la lettura dei testi sacri, perfino dei Vangeli, da parte dei cattolici (vedi il Concilio di Tolosa del 1229 che proibì ai laici il possesso della Bibbia, e quello di Terragona del 1234 che ordinò il rogo per le Bibbie tradotte in volgare) e anche da noi Margherita Hack, l'astrofisica atea di ferro, propugna convinta l’adozione della Bibbia come testo scolastico come Iliade, Odissea e altri. È ben consapevole, infatti, che essa è un ottimo strumento evangelico per gli atei.


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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)