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domenica 3 giugno 2012

Peccato e Redenzione. La riscoperta del peccato originale. 78


I teologi cattolici non sono mai riusciti a spiegare il silenzio assoluto di Gesù sul dogma del peccato originale. Infatti, in nessun passo dei Sinottici, Gesù riconduce la peccaminosa miseria degli uomini a una colpa primigenia, e tanto meno al peccato originale. Evidentemente la narrazione biblica della caduta non ebbe per lui quell’importanza decisiva, attribuitale poi da Paolo e dalla Chiesa.

Dobbiamo quindi a Paolo la prima riesumazione della caduta di Adamo per cui «Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio» (Romani 3,23), perché sono figli di Adamo e Gesù, secondo o ultimo Adamo ( Romani 5; 1Corinzi 15) ha restituito la salvezza all’umanità decaduta nelle tenebre del peccato.

Ma Gesù non ha parlato nemmeno del presupposto della redenzione connaturata alla innata malvagità di tutti gli uomini, parimenti sostenuta da Paolo. E’ vero il contrario: egli, stando ai Vangeli nutre un ottimismo morale: non si trova in lui nessuna affermazione dell’incapacità dell’uomo ad operare il bene, della sua ineluttabile condanna senza l’opera mediatrice del cristianesimo.

Paolo, invece incentra tutta la sua dottrina su questa tesi: infatti, quanto più cattivo è l’uomo, tanto più necessaria è la sua redenzione. Dobbiamo a Tertulliano prima e ad Agostino poi, una ulteriore riesumazione dell’antica colpa primigenia, che trasformava l’intera umanità in una «massa dannata», per cui anche i neonati venivano al mondo con una natura decaduta che, in assenza di battesimo, li avrebbe privati dell'accesso al paradiso.

Ecco quindi che il battesimo viene considerato indispensabile per cancellare quella tara e per impedire che i non battezzati fossero esclusi dal regno dei cieli e l’esigenza di amministrarlo subito dopo la nascita e perfino al feto, non ancora nato, se c’era minaccia d’aborto. 

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)