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martedì 3 aprile 2012

Arriva in Italia, superando mille ostacoli, l'ultima pillola del peccato, quella dei 5 giorni dopo, ma è apertamente ostracizzata dal Vaticano.


Nel protettorato vaticano, eufemisticamente chiamato anche Repubblica italiana, dove non si muove foglia senza il placet papale, arriva anche in Italia, dopo anni di ricorsi al Tar e battaglie varie (tutte orchestrate Oltretevere) la pillola dei cinque giorni dopo, una pillola in più per accrescere i peccati femminili. Da anni è disponibile in 27 Paesi europei dove i politici sono al servizio del popolo e non del Vaticano; ma da noi, dove questo non succede, dovrebbe essere disponibile da questo mese.

Ho scritto che dovrebbe, non che lo è, perché gli intralci che la donna italiana dovrà superare per ottenerla, sono quasi invalicabili. Infatti potranno usarla solo le donne che si siano sottoposte a test ematico di gravidanza, e solo nel caso in cui questo sia negativo. Quindi nelle 120 ore seguenti il rapporto si deve ottenere la prescrizione del test da un medico, effettuare le analisi, ritirare il referto, recarsi nuovamente dal medico per la ricetta e poi, se in tutto ciò ancora non sono passati i fatidici cinque giorni, acquistare la pillola in farmacia. Sempre che non ci si imbatta in qualche farmacista obiettore. E sempre che il rapporto incriminato non avvenga di venerdì o di sabato, perché in tal caso addio ai cinque giorni per completare il tortuoso iter.

Pensate quante donne: studentesse, lavoratrici o casalinghe, possono trovare il tempo per superare tutta questa kafkiana procedura, ogni volta che hanno un rapporto a rischio. Naturalmente solo l’Italia, colonia vaticana, richiede una simile procedura per l’accesso alla contraccezione di emergenza. All'estero non è richiesta alcuna formalità, ma lì non c'è la piovra d'Oltretevere che comanda.

Paradossalmente, l'ostracismo alla vendita di questo prodotto potrebbe provocare un gran numero di gravidanze indesiderate con ricorso successivo all'aborto e conseguenze fisiche e psicologiche sulla donna ed economiche sul Sistema Sanitario Nazionale. Nel caso di un possibile aborto cui dovesse sottoporsi la donna ostacolata all'acquisto del contraccettivo, chi ne sarebbe il responsabile?

Solamente l'oppressione ecclesiastica, che ostacola in tutti i modi l'uso della pillola, congiunta alla correità della nostra casta politica immorale e infingarda, capace solo di imporci leggi liberticide. La Chiesa ipocritamente è contro l'aborto ma lo promuove in tutti i modi, ostacolando del tutto la contraccezione.

Cosa deve fare allora la donna italiana per cautelarsi in caso di rapporti di rischio? Acquistare on line, dove non è richiesta né ricetta medica né test di gravidanza, una provvista di pillole ellaOne , pagandole magari di più e rischiando qualche guaio.

«Io credo che soprattutto le giovanissime continueranno a rivolgersi al web per bypassare la ricetta e il test di gravidanza», ha dichiarato Nicola Surico, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo). «È chiaro che occorre prendere le distanze dalla vendita di farmaci online, perché non si può avere la sicurezza né del contenuto né della provenienza dei prodotti acquistati sulla Rete. La Sigo ha contestato subito la scelta di autorizzare la pillola dei 5 giorni dopo con l’obbligo del test di gravidanza tramite analisi del sangue, un esame impegnativo che, unito all’obbligo di ricetta, spingerà molte donne a procurarsi il medicinale sul web per saltare questi due passaggi. La nostra critica non è stata recepita».

Figurarsi! Al nostro parlamento la salute della donna italiana non interessa un fico. Interessa solo impedire i peccati di sesso, come vuole Oltretevere.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)