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domenica 1 aprile 2012

L'enigma svelato (Il lato oscuro della verità). 111


Non era trascorso molto tempo dallo scontro con Paolo, quando Davide e Giuda vennero a sapere che erano giunti in città dei giudei, seguaci del Galileo crocifisso, sfuggiti alla feroce persecuzione cui erano stati sottoposti a Gerusalemme. Si erano presentati nella sinagoga della città ma erano stati scacciati con violenza dal rabbino.
Impressionati dalla notizia, si erano presentati al loro capo Filippo per avere informazioni di prima mano. Costui raccontò che Stefano, il capo degli ebrei ellenisti, accusato dal Sinedrio di bestemmia, aveva pronunciato davanti al popolo un discorso memorabile alla fine del quale aveva affermato che, in una visione, aveva visto il Figlio dell'Uomo, cioè il Risorto Gesù, assiso in Cielo alla destra di Dio Padre. A queste parole era scoppiato un grave tumulto. Molti dei presenti avevano elevato, in segno di protesta, grida altissime e si erano turati, scandalizzati, gli orecchi per non udire. Fu allora che una guardia del Tempio, di nome Paolo, aveva incitato la folla esasperata a lapidare Stefano come blasfemo. Dopo la sua uccisione, ebbe inizio una feroce persecuzione contro tutti i seguaci di Gesù di tendenza ellenistica, che furono costretti ad abbandonare precipitosamente la Palestina, mentre gli altri seguaci giudei, furono lasciati in pace, perché difesi strenuamente da Gamaliele.
Questi avvenimenti convinsero Giuda e Davide che il trucco che Maddalena aveva attuato con il loro aiuto, stava avendo conseguenze imprevedibili e fortemente negative. Ma fece anche loro capire la ferocia di Paolo. Poco dopo Ptolomeo, arrivato da Gerusalemme con un altro carico di pellame, confermò in pieno la versione di Filippo aggiungendo che aveva saputo dal levita incaricato della consegna delle pelli, che Paolo sarebbe presto partito per Damasco, con lettere credenziali del sommo sacerdote Caifa, che lo autorizzavano all'arresto e alla deportazione a Gerusalemme degli ellenisti rifugiatisi in città.
"Ma qui non può fare una cosa del genere, non ne ha nessuna giurisdizione" fece Giuda scandalizzato.
"D'accordo col rabbino ed alcuni ortodossi, potrebbe ricorrere al loro rapimento e alla traduzione forzata a Gerusalemme" spiegò Ptolomeo. "Infatti, non verrà solo ma con una scorta armata".
Giuda rimase allibito. Le cose si stavano mettendo peggio di quanto avesse potuto immaginare. Ripensando al duro scontro avuto con Paolo, cominciò a temere della incolumità sua e di Davide e ventilò l'idea di circondarsi di una guardia del corpo.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)