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sabato 11 febbraio 2012

Gesù mai si proclamò figlio di Dio (“L'invenzione del cristianesimo”) 36


C'è un'ultima considerazione da fare, a proposito della dottrina di Gesù, che ritengo della massima importanza, ed è quella che bisogna sfatare nel modo più assoluto che Gesù, durante la sua attività pubblica, si sia proclamata Figlio di Dio, non tanto in forma simbolica come tutti noi che ci riteniamo figli spirituali di Dio, quanto come partecipe diretto di una divinità consustanziale al Padre celeste, come vuol farci credere la teologia paolina.

Una tale pretesa sarebbe suonata empia e blasfema all'intera comunità ebraica, perché violava il principio più sacro dell'ebraismo: il monoteismo, e avrebbe scatenato, per chi l'avesse proclamata, la lapidazione immediata a furor di popolo, ancor prima della condanna del sinedrio. E i romani di questa lapidazione se ne sarebbero infischiati altamente, in quanto rientrava nei diritti religiosi riconosciuti ad Israele.

Quindi la condanna a morte di Gesù per blasfemia, decretata da Pilato, suona doppiamente falsa: in primo luogo perché questo reato veniva punito direttamente con la lapidazione (vedi quella di Stefano, il cosiddetto protomartire cristiano); in secondo luogo, perché i romani, oppressivi e spietati in campo politico, evitavano qualsiasi ingerenza religiosa nei confronti dei popoli sottomessi.

Il Gesù sinottico era, per il suo tempo, un rivoluzionario che contestava la gerarchia templare, i teologi formalisti, il ritualismo vuoto e ipocrita, la pedante osservanza della Legge, i vacui esercizi dei bigotti: tutti abluzioni e digiuno. Secondo la nostra ottica era antilegalistico, anticultuale e anticlericale. Ma, al suo tempo, tutto ciò era estraneo alla blasfemia. Tutti i profeti, prima di lui, si erano comportati allo stesso modo.


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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)