Visualizzazioni totali

lunedì 13 febbraio 2012

Il falso Jahvè (Genesi e involuzione del monoteismo biblico). Il senso di colpa e il nazireato. 70


Il deserto si proponeva come il luogo ideale per giungere a dimenticare la sfavillante civiltà degli egizi e per comprendere quello che effettivamente quella civiltà rappresentava per il costituendo popolo ebraico: l'allontananza da Dio, e quindi il peccato per antonomasia.

La ricaduta nell'idolatria, cioè nella mondanità, significando il rifiuto di Dio, cioè il peccato, diventò l'ossessione d'Israele. Il "senso di colpa", ovverosia della “cattiva coscienza di aver peccato contro Dio e di non cessare di peccare” (S. Freud, L'uomo Mosè, op. cit., pag. 450) svolgerà, nel monoteismo ebraico prima e in quello cristiano poi, un ruolo fondamentale lungo tutto il corso della sua storia, permeando ogni attività umana con la consapevolezza del peccato e con la brama di redenzione.

Il peccato e la redenzione non nascono in Egitto. Nascono nel deserto del Sinai come una piaga incurabile che il monoteismo si è trascinato dietro. Questo spiega la dedizione esaltata fino al martirio, che rasenta molto spesso il fanatismo puro – vera nevrosi ossessiva, come la chiama Freud - che contraddistinse e contraddistingue anche ai nostri giorni molti dei gruppi che professano le religioni monoteistiche.

La semantica del peccato era totalmente estranea alla religione egizia nel suo complesso. Quella religione non si fondava sul senso di colpa, ma al contrario sulla consapevolezza di una avvenuta riconciliazione con Dio e con il mondo allo stesso tempo. Infatti, tutte le colpe che una persona accumulava nel corso della vita le venivano cancellate davanti al tribunale dei morti, in modo che potesse entrare nell'aldilà in stato di purezza.

Quindi l'Egitto era pervaso da una forma di ottimismo morale che troviamo espresso nella Bibbia soltanto in qualche versetto dell'Ecclesiate, l'unico dei libri biblici che risente fortemente dell'influsso egiziano. (Vedi: Ecclesiate 9,7-10). Il concetto di peccato nacque con Mosè nel deserto del Sinai e contraddistinse tutta la legislazione mosaica, che imponeva norme in gran parte assurde e irrazionali, la cui inosservanza spesso inevitabile significava trasgressione, colpa, peccato.

Nessun commento:

Posta un commento

Benvenuti nel mio blog

Questo blog non è una testata giornalistica, per cui lo aggiorno quando mi è possibile. I testi sono in regime di COPYLEFT e la loro pubblicazioni e riproduzioni è libera purché mantengano lo stesso titolo e venga citando il nome dell'autore.

I commenti possono essere critici, ma mai offensivi o denigratori verso terzi, altrimenti li cancello. Le immagini le pesco da internet. Qualche volta possono essere mie manipolazioni.

Se volete in qualche modo parlare con me, lasciate la richiesta nei commenti, vi contatterò per e-mail. Dato che il blog mi occupa parecchio tempo, sarò laconico nelle risposte.

Se gli argomenti trattati sono di vostro interesse, passate parola; e, se site studenti, proponeteli al vostro insegnante di religione. In tal caso fatemi sapere le risposte che avete ottenuto. Grazie.

Lettori fissi

Archivio blog

Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)