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mercoledì 8 febbraio 2012

Gesù zelota jahvista non predicatore della non-violenza (“L'invenzione del cristianesimo”) 33


Quello che bisogna sfatare nel modo più assoluto è ritenere che tutti gli inviti alla non-violenza, al perdono dei nemici, all'amore universale, al porgere l'altra guancia, ad amare il prossimo e così via, che costituiscono gli insegnamenti più elevati e sublimi dei Vangeli, valessero allora come li intendiamo adesso.

Per Gesù il prossimo era riferito soltanto ai soli ebrei; tutti gli altri: i romani e i pagani in genere, erano esclusi. L'etica biblica ed anche quella evangelica erano ancora settarie e ostili agli stranieri. Non dimentichiamo che gli ebrei si consideravano il popolo eletto, l'unico in cui scorreva sangue divino e che Mosè, su preciso comando di Jahvè, aveva condannato morte e sterminio tutti i nemici di Israele.

A quel tempo, nel clima rovente di odio e di vendetta contro i romani, diffuso ad ogni livello della popolazione, non solo zeloti e sicari (termini intercambiabili) ma qualsiasi altro ebreo, dal più umile al più elevato, mai avrebbero tollerato il più piccolo accenno di amore e perdono per i nemici d'Israele, cioè i romani e i pagani in genere, e chi avesse osato proporre una cosa simile sarebbe stato immediatamente lapidato a furor di popolo, prima ancora dell'arrivo dei sicari.

Il vero Gesù, quello messianico, non ha niente del Gesù teologico inventato da Paolo, pacifista e predicatore della non-violenza. Egli, infatti, lancia sette maledizioni contro l'ipocrisia degli scribi e dei farisei (Luca 11,42-52); destina alla Geenna (sinonimo di inferno) quelli che non credono in lui (Luca 10,15 e 12, 10); afferma che chi non è con lui è contro di lui (Luca 11,23); preconizza la rovina di Gerusalemme e la distruzione del Tempio (Marco 13,1-2; Matteo 24,2); insegna che è venuto non per la pace, ma per la spada (Matteo 10,34), minaccia di morte violenta quanti dei suoi nemici non volevano che diventasse loro re (Luca 19,27). Insomma tutto l'opposto del Gesù evangelico che la Chiesa ci presenta.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)