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sabato 25 febbraio 2012

Il falso Jahvè (Genesi e involuzione del monoteismo biblico). Fine di Mosè 75


La tesi sostenuta da Sellin parve a Freud avvalorare la sua supposizione che Mosè fosse stato ucciso collettivamente dal popolo ebraico per il suo insopportabile dispotismo, durante una sommossa popolare: "Il popolo ebraico di Mosè non era in grado di capire una religione ad alto contenuto spirituale, di trovare in essa il soddisfacimento dei propri bisogni, così come non l’avevano capita gli egiziani della XVIII dinastia. 

Sia nell’un caso sia nell’altro, i dominati e i defraudati insorsero e si liberarono del peso di una religione imposta. Ma mentre i mansueti egiziani attesero che il destino togliesse di mezzo la sacra persona del faraone, i feroci semiti presero in pugno il destino stesso abbattendo il tiranno" (S. Freud, op.cit., pag. 373).

Un'esecuzione in piena regola, quindi. E dal pentimento, che secondo Freud si manifestò in seguito, si sarebbe generato un impreciso e immanente senso di colpa, ancora presente nell'inconscio ebraico. 

Tolto di mezzo il profeta, continua Freud, gli ebrei avrebbero ripudiato il monoteismo d'origine egiziana, mai del tutto assimilato, e giunti nella zona di Moab si sarebbero lasciati sedurre dal culto pagano di un nume vulcanico sinaitico, primordiale e sanguinario, chiamata Jahvè (S. Freud, op. cit., pag. 361).

Questo nume tutelare, primordiale e sanguinario, corrisponde esattamente al Dio venerato in Israele almeno fino alla riforma d Giosia nel VI secolo a.C. Secondo Leoard C.Woolley (Abraham. Recent Discoveries and Hebrew Origins pag. 256) Jahvè era il Dio di tribù siriane stanziatesi in Palestina prima di Mosè. Freud era convinto che questo Dio fosse sconosciuto ai patriarchi, tant’è vero che è il Signore stesso a far sapere a Mosè di non essersi mai manifestato ad Abramo, né ad Isacco o a Giacobbe sotto l'appellativo di Yhwh o Jahvè che fosse (Esodo, 6,3).

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)